Costumi del ‘400

L’abito è il simbolo, segno di riconoscimento di famiglia, censo, rango e potere, ma anche emblema di arti e mestieri. I colori, la preziosità dei tessuti e degli ornamenti, i gioielli e persino il portamento indicano il valore del personaggio che li indossa.

INDICAZIONI BASE DELL’ABITO FEMMINILE

La moda nella prima metà del ‘400 risente ancora dell’influenza tardo gotica, quindi un modo di vestire molto slanciato e verticale come ci insegna l’architettura delle cattedrali gotiche caratterizzate da archi a sesto acuto, guglie e campanili altissimi.
– Vesti amplissime con linee sciolte senza tagli in vita, ma segnate da cinture poste sotto al seno, le dame spesso indossano la “giornea” veste aperta ai fianchi o chiusa con dei lacci, l’abbigliamento femminile si compone di vesti sovrapposte spesso dette vesti di sotto e vesti di sopra. Sia il taglio alto della vita sia le allacciature regolabili sono fogge riconducibili al valore della maternità. Sia per i nobili che per i plebei era fondamentale una prole numerosa, nel primo caso per ragioni dinastiche, nel secondo per aumentare la forza lavoro. Pertanto, anche a causa dell’alta mortalità infantile, le donne in età fertile mettevano al mondo molti figli. La maternità era così importante e preziosa da influenzare la moda e gli stessi canoni della bellezza femminile. Quindi l’abito che enfatizzava il ventre rispondeva, in parte, a necessità pratiche: visto l’alto costo dei tessuti, i vestiti si dovevano utilizzare durante e dopo la gravidanza. E in secondo luogo perché esaltava la figura femminile considerata più bella e importante nella sua funzione materna.
– Il ‘400 è rappresentato da una ostentazione dei costumi sia nella qualità di broccati, damaschi e dalle sete che anche dal grande impiego di tessuto: i vestiti si allungano moltissimo nello strascico tanto da rendere necessarie le leggi “suntuarie” che limitavano il lusso e la quantità del tessuto degli abiti soprattutto negli strascichi.
– Maniche e contro maniche ad “ala”, le donne in questo periodo tendono ad assomigliare a degli uccelli, infatti spesso queste contro maniche sono decorate con motivi che ricordano le piume dei volatili, altro tipo di contro maniche sono dette “a gozzo” perché appunto ricordano la forma del gozzo di un uccello.
– Sotto le contromaniche sono le manichette strette aderenti aperte solo da “finestrelle” che lasciano intravedere la preziosa camicia, allacciate con nastri di seta rifinite da puntali dorati.
– Scollature modeste quasi sempre tonde.
– La tipica acconciatura italiana è il balzo, una sorta di “palla” appuntata sulla nuca, oppure molto comune è la “sella” nome dovuto alla sua forma, e poi ancora veli e reti che contengono i capelli, spesso troviamo le acconciature alla “di là” fatte a forma di corna che traggono ispirazione dalle regioni fiamminghe “al di là” delle alpi. A capo scoperto, o con leggeri ornamenti, soltanto le bambine e le fanciulle non ancora sposate.

INDICAZIONI BASE DELL’ABITO MASCHILE

Gli uomini nello stesso periodo indossano guarnacche, robe e roboni.
– Come per le donne le vesti sono slanciate, spesso non tagliate alla vita ma segnate da cinture, sono realizzate con la tecnica dell’incannucciatura, l’effetto è quello di “canne d’organo” e non quello della classica piega moderna.
– Anche le contro maniche si ripetono, a gozzo e ad ala.
– Sotto il vestito si portano le calze in lana o in tessuto ma sempre aderenti per esaltarne le forme.
– I copricapo maschili sono molteplici ma il più classico è il mazzocchio cioè un rullo imbottito con una foggia e un becchetto ricadente a lato.
– Sotto la veste si porta la camicia che si intravede dalle finestrelle delle maniche.

La bellezza complessiva dell’abito non è data solo dalla qualità e dalla fastosità dell’abito stesso, ma anche da come lo si indossa. Per indossare questi costumi occorre avere notevole portamento: indossandoli si diventa attori di teatro e si acquista una bellezza anche estetica che non è data dal fisico ma dalla figura.

Tessuti: I tessuti più comunemente usati sono panni di lana, velluti, broccati e damaschi con specifici motivi tra cui: la pigna, il melograno e l’acanto, non sono utilizzati invece i motivi floreali che avranno poi sviluppo solo nel settecento.

Caratteristiche di base del costume nella prima metà del 1400. Bozzetti di Daniele Gelsi