CORTEO STORICO PERUGIA 1416
I edizione – anno 2016

REGOLAMENTO

Art. 1

La rivisitazione storica “Perugia 1416. Passaggio tra Medioevo e Rinascimento” celebra la propria tradizione, storia e cultura, con l’omaggio ai seicento anni della presa di Braccio Fortebracci da Montone della città di Perugia. A recuperare l’antica unità fra città, borghi e contado, ogni Rione dovrà esibire una composizione sociale variata: nobili, magistrati, borghesi e artigiani, popolani e contadini. Gli ultimi due possono essere accompagnati da bambini in braccio o per mano. Chi per vari motivi non trovasse posto nel corteo, può sempre girare per la città in costume dell’epoca (vagliato da una delle sartorie accreditate, riportate sul sito www.perugia1416.com), certo di dare anche così un contributo alla riuscita della festa.

Art. 2

I Rioni, Porta Eburnea, Porta San Pietro, Porta Sant’Angelo, Porta Santa Susanna e Porta Sole sono obbligati a partecipare alle manifestazioni celebrative pena il deferimento all’Associazione Perugia 1416 per i provvedimenti di competenza.

Art. 3

Il corteo storico in costume medievale sarà l’elemento maggiormente attrattivo di tutta la manifestazione. Coinvolgerà i rappresentanti dei cinque Rioni e di altre rievocazioni storiche ospiti. Sfilerà lungo vie e piazze delle più significative della città.

Art. 4

Composizione del corteo perugino:

Reggenza Comunale = 32 figuranti

1 alfiere con lo stendardo del Comune (grifo bianco in campo rosso) affiancato da due armigeri

7 trombettieri con le chiarine (dalle quali pendono i drappi: 2 con il grifo del Comune e 5 con lo stemma di ciascun Rione)

4 mazzieri

10 priori, di cui 2 del Nobile Collegio della Mercanzia, 1 del Nobile Collegio del Cambio, altri 5 uno per Rione, i 2 residui ai Rioni che non hanno priori fra i 3 delle 2 Arti Maggiori: quindi in totale 2 per Rione

8 armigeri a chiudere la sezione.

Dopo la Reggenza Comunale e la rappresentanza di ogni Rione, a seguire, sfilerà la rappresentanza di figuranti delle rievocazioni ospiti. Le rievocazioni ospiti sono scelte in base alla congruità storica e possibilmente alla connessione con Braccio Fortebracci.

Rioni = 19 figuranti + abitanti di “città & contado” in numero 80-100

1 alfiere con lo stendardo del Rione

1 capitano

1 dama

1 lanciatore di giavellotto

5 atleti della “Corsa al Drappo”

6 atleti della “Mossa alla Torre” 

4 armigeri

Art. 5

La filologia sarà l’elemento vincente, pertanto si stabiliscono regole inderogabili. L’accuratezza nello svolgimento del corteo, il pregio dei costumi, rigorosamente ispirati a quell’epoca – primo Quattrocento – e vagliati precedentemente da una apposita commissione, e la maestria dei laboratori nel riprodurre fedelmente le fogge degli abiti riprendendole da affreschi e dipinti del tempo, faranno del corteo uno spettacolo davvero unico.

Art. 6

Si ritiene doveroso dare indicazioni, che non vogliono essere imposizioni ma consigli, perché tutti possano concorrere al miglior risultato:

  • i Priori devono essere impersonati da persone mature rispetto agli altri ruoli ufficiali per i quali invece è preferibile una età più giovane;

  • il Capitano di ogni Rione deve essere aitante e di bella presenza, possibilmente entro i 45 anni. Conduce con solennità il proprio corteo e si adopera affinché siano strettamente seguite le regole che disciplinano la sfilata;

  • trattandosi di una carica para-militare, richiede prestanza fisica. Indossa calzamaglia e abito corto;

  • per la Dama ufficiale di ogni Rione si richiede persona di età non troppo giovane, di bella presenza e bel portamento;

  • gli Alfieri devono avere una età al di sotto dei 40 anni; portano lo stendardo del proprio Rione lungo tutto il corteo, quindi è necessario siano in grado di sorreggerlo senza cambi per l’intero percorso;

  • gli Armigeri devono essere giovani di età ancora inferiore, possibilmente entro i 35 anni, per avvalorare il ruolo; la stessa regola vale per gli atleti;

  • per quanto riguarda gli altri figuranti, non ci sono vincoli né di età, né di sesso, ma è richiesta la qualità e la correttezza filologica dei costumi, siano essi più o meno elaborati.


Art. 7

È dovere di tutti coloro che sono chiamati a figurare nel Corteo tenere un contegno corretto e disciplinato, decoroso e consono al tempo che viene rievocato, uniformandosi senza discutere alle direttive.


Art. 8

Coloro che sfileranno saranno sottoposti al giudizio qualitativo di una giuria esterna accreditata, selezionata dall’Associazione Perugia 1416: così come avviene in tutte le rievocazioni storiche, la commissione segue precisi criteri di valutazione che concorrono a formare il punteggio (una corretta rielaborazione dei canoni stilistici e decorativi, nell’abbigliamento, nelle acconciature e negli apparati; il portamento; la sincronizzazione nella partecipazione alle varie fasi del corteo storico; il mantenimento delle distanze tra figuranti, etc.).


Art. 9

In preparazione dell’evento di giugno molte saranno le occasioni in cui i rappresentanti dei Rioni indosseranno il costume: al fine di non sminuire l’importanza della manifestazione e la forza evocativa del costume, si richiede di indossarlo soltanto per l’occasione. Eventuali altre uscite nel corso dell’anno vanno concordate con l’Associazione Perugia 1416.


Art. 10

La scelta di sartorie e laboratori è libera, ma è obbligatoria la congruità dei costumi con l’epoca (poco prima o poco dopo il 1416) e una qualità al di sopra di un certo livello, sia per il costume da nobile che da popolano. È necessario raggiungere un livello di alta rispondenza ai tempi celebrati e di interpretazione della tematica storica anche in riferimento alla competizione tra Rioni e il rispetto della migliore filologia.


Art. 11

Per quanto riguarda gli allestimenti, ogni Rione dovrà curare quello delle proprie vie e piazze, insieme al decoro urbano – nel rispetto comunque del Regolamento stabilito dal Comune di Perugia – posizionando stendardi e quant’altro in sicurezza e ad abbellimento.


Art. 12

Insegne, stendardi e raffigurazioni dei Rioni, devono essere approvati dall’Associazione Perugia 1416 e non possono essere modificati senza preventiva autorizzazione della stessa. In caso di inosservanza, i Rioni sono passibili di richiami.


Art. 13

Per gli stendardi da appendere ai davanzali delle finestre è stabilito un modello, con dimensioni all’incirca 75 x 105 cm (considerando le misure delle pezze di stoffa che sono alte 140 cm), logicamente rapportate alla larghezza delle finestre. Devono essere utilizzate stoffe pesanti, escludendo fodere per abiti e tessuti sintetici. Per la realizzazione sono suggeriti alcuni laboratori cui rivolgersi per farli confezionare, secondo i campioni indicati dall’Associazione. Gli stendardi saranno personalizzati con lo stemma dei Rioni. Chi, enti o privati, ha un proprio stemma, in alternativa potrà esibirlo (ad esempio il Cambio, la Mercanzia, l’Università, etc.). Nel caso non portassero stemmi o simboli, gli stendardi dovranno allora richiamare i colori del Rioni. Fermo restando il fedele riferimento ai modelli, piccole differenze nell’esecuzione daranno un’aria più credibile e vissuta.


Art. 14

La riunione dei figuranti avviene alle ore e nei luoghi prescritti dall’Associazione Perugia 1416. Tutti i figuranti, fin dall’inizio, devono sottostare a quanto disposto dai responsabili incaricati dall’Associazione stessa.

Art. 15

Le istruzioni che verranno consegnate ai Capitani dovranno essere eseguite con il massimo impegno con la convinzione che la sfilata dovrà essere il coronamento del grande lavoro di regia della manifestazione.


Art. 16

REGOLE GENERALI PER TUTTI I GRUPPI DI SETTORE DURANTE LA SFILATA

Da non fare:

1. masticare gomme, caramelle o altro

2. portare occhiali

3. portare orologio al polso

4. portare braccialetti, orecchini, catenine, anelli, fedi, gioielli o decorazioni non rispondenti all’epoca e non conformi alle prescrizioni

5. portare smalto alle unghie e trucco molto evidente

6. fumare sigarette

7. avere tatuaggi evidenti

8. sfilare con tagli e colori dei capelli arditi e strani (non conformi all’epoca)

9. donne: mai capelli sciolti e mai a capo scoperto, ad eccezione delle giovani non sposate, purché abbiano qualche ornamento tra i capelli

10. parlare al telefono

11. salutare, sorridere o soffermarsi a parlare con spettatori

12. gridare

13. togliersi il copricapo o altra parte del costume

14. rimboccarsi le maniche o sventagliarsi

15.utilizzare gli oggetti moderni non espressamente autorizzati dalla commissione (ombrelli, cappelli, impermeabili ecc.)

16. indossare scarpe da ginnastica o con tacchi a spillo, mocassini o simili

17. allontanarsi per qualsiasi motivo o pretesto dal corteo, fino a quando la manifestazione non sia completamente finita: possibili deroghe sono assolutamente eccezionali e solo per motivi gravi. Durante la gara finale della Corsa al Drappo, tutti i figuranti dovranno sistemarsi al posto loro assegnato senza muoversi

18. fumare, usare telefonini e macchine fotografiche durante le soste in Piazza Italia, prima della partenza, e in Piazza IV Novembre, durante lo svolgimento della gara e delle premiazioni

19. modificare, se non autorizzati dalla Commissione, i costumi, sia personali che di proprietà del Comune o della Associazione

20. realizzare o modificare scudi, bandiere, gonfaloni, vessilli, senza una preventiva autorizzazione dei responsabili incaricati dall’Associazione.